domenica 21 febbraio 2021

Il silenzio - Don DeLillo

Un anno fa, poco prima che il mondo si fermasse per il covid, Don DeLillo scrisse "Il silenzio", immaginando il mondo che si ferma nella domenica del Super Bowl del 2022, a causa di un blocco improvviso della tecnologia. C'è un forte contrasto tra un mondo che si ferma davanti agli schermi bianchi, che non si riprendono, e il nostro mondo fermo davanti a schermi che sono diventati spesso l'unico mezzo di connessione. È lo stesso contrasto tra le strade affollate da persone che vagano smarrite e lo smarrimento delle nostre città vuote.

È un libro sul silenzio, ma il silenzio della tecnologia fa emergere le "schegge di umanità", le voci dei personaggi, il filo dei loro diversi pensieri, che si sfiorano ma non si incontrano, come le loro vite, che scorrono vicine, si incrociano ma restano lontane («Nella camera Tessa pensa di tornare a casa, di essere a casa, il luogo in cui alla fine non si vedono l'un l'altra, si passano accanto, dicono cosa quando l'altro parla, consapevoli soltanto dell'essere familiare che fa rumore da qualche parte lì accanto»).

I dialoghi surreali mi hanno riportato a quelli del teatro dell'assurdo, e mentre leggevo mi è sembrato proprio di essere tornata a teatro, dopo tutto questo tempo. Sarà per questo, perché in qualche modo chiudere il libro mi ha ridato quella sensazione di quando le luci si accendono a teatro e ci si alza dalla poltrona con la testa piena di tutte le immagini e le parole a cui si ha appena assistito, ma a me è piaciuto tantissimo.


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