sabato 16 aprile 2022

Nonostante tutto - Jordi Lafebre

Avevo letto parecchi pareri su questo libro, ma non pensavo che mi sarebbe piaciuto così tanto. Per un intero pomeriggio sono stata trasportata nelle atmosfere della città dei gabbiani in cui vive Ana e ho seguito Zeno nelle sue avventure in giro per il mondo. 

Inizia dal ventesimo capitolo, l'ultimo, quando Zeno e Ana, ormai anziani, si danno appuntamento sotto la pioggia, per poi andare all'indietro, a ripercorrere le loro vite parallele e lontane, due vite diverse, che si incrociano solo ogni tanto, quando arriva una telefonata alla fine della giornata. Indietro fino a quel primo giorno in cui si sono incontrati, molti anni prima, sotto la pioggia. 

È una storia delicata, come sono delicati i colori di Jordi Lafebre e Clémence Sapin, ma i contorni sono nitidi e decisi, come Zeno e Ana sono decisi a seguire le loro vite, accettando i brevi momenti di quell'altra vita che non sono riusciti a vivere.




martedì 12 aprile 2022

La contessa - Benedetta Craveri

È quasi una rincorsa attraverso il tempo, una ricerca basata sulle carte e i tanti scritti lasciati dalla contessa di Castiglione, per lasciar emergere la sua voce, la sua versione dei fatti. 

Appartenente a un'antica famiglia, cresciuta tra Firenze e La Spezia, Virginia Oldoini sposò, ancora adolescente, il conte di Castiglione e con lui arrivò a Parigi, diventando l'amante di Napoleone III, assecondando l'intuizione di Cavour di sfruttare la sua bellezza per diventare una spia. Ruolo che le permise però di usare anche la sua intelligenza e le doti di attrice. Accusata di aver preso parte a un attentato contro l'imperatore, tornò in Italia, con un marito da cui era ormai separata e con cui avrebbe continuato a litigare per la custodia del figlio e i pochi possedimenti rimasti. Non aveva ancora trent'anni, ma iniziò il suo graduale ritiro dal mondo in una solitudine che non le impedì di continuare a circondarsi di amanti, di tessere le relazioni che le permettevano di essere sempre aggiornata su quello che accadeva, di tornare a Parigi e di fare qualche apparizione sporadica, con costumi di cui parlavano a lungo i giornali. 

Dalle lettere, in cui ricostruiva un passato che le piaceva reinventare, emerge il ritratto di una donna intelligente, in anticipo sui tempi, a cui andavano strette le convenzioni della sua epoca, un'artista che cercava di esprimersi in tutti i modi possibili, soprattutto attraverso le foto del fotografo amico Pierson. 

E da Pierson si fece fotografare anche negli ultimi anni, quando non c'era più traccia della bellezza. Sono degli scatti inquietanti, grotteschi, eppure carichi di ironia, se si pensa alla leggenda secondo la quale avrebbe coperto gli specchi per non vedersi invecchiare.

Morì troppo tardi, dopo essere rimasta una dei pochi superstiti della sua epoca, e Robert de Montesquiou inventò la sua leggenda, mescolando realtà e fantasia nel libro "La divine comtesse".

Fu D'Annunzio a scrivere la prefazione: «... portava la sua giovinezza come un'immortalità.»