sabato 31 dicembre 2022

Dissipatio H.G. - Guido Morselli

«Siamo morti a tutto ciò che non ci tocca o non c'interessa. Non dico a ciò che succede sulla Luna, ma a ciò che succede a coloro che stanno di casa dirimpetto a noi.»

Dopo aver letto "Un dramma borghese" mi è venuta la curiosità di leggere l'ultimo romanzo di Morselli, quello che aveva insistentemente e inutilmente tentato di far pubblicare prima del suicidio.
Un romanzo molto diverso dal precedente, anche se certi temi ricorrono. È un romanzo sulla vita e sulla morte, sugli uomini, sul loro bisogno di solitudine e nello stesso tempo di avere intorno altri esseri umani. Un labirinto che scorre e si riavvolge nella mente del protagonista.

giovedì 29 dicembre 2022

Porte aperte - Leonardo Sciascia


Le porte aperte simboleggiavano la tranquillità e la sicurezza nel periodo fascista, l'ordine che compensava la repressione e tutto quello che non si riusciva a capire: «La conquista dell'Etiopia, va bene: benché non si capisse come mai ad un impero conquistato corrispondesse, per i conquistatori, un sempre più greve privarsi delle cose che prima, almeno per chi poteva comprarle, abbondavano.»

Ma molte altre porte restavano aperte nella Palermo degli anni Trenta, «aperte sicuramente restavano le porte della follia.»

Al centro di questo breve romanzo c'è infatti la follia di un crimine terribile, un triplice omicidio, e l'ombra della pena di morte, a cui si oppone il piccolo giudice, che deve occuparsi del processo. 

«E ancora mi è avvenuto di chiamarlo il piccolo giudice non perché fosse notevolmente piccolo di statura, ma per una impressione che di lui mi è rimasta da quando per la prima volta l'ho visto.»

Poche pagine dalle quali emerge un'epoca, con le sue contraddizioni e i meccanismi per cui la fine è nota ma combattere una battaglia persa può valere la pena perché far emergere un principio è più importante che riuscire a salvare la vita di un uomo.

«Il nome di uno scrittore, il titolo di un libro, possono a volte, e per alcuni, suonare come quello di una patria: e così accadde al giudice sentendo quello di Courier, sul cui volume delle opere complete, trovato nel solaio di un parente che non sapeva che farsene, aveva cominciato a compitare francese e ragione, francese e diritto.»

martedì 27 dicembre 2022

Un dramma borghese - Guido Morselli

«Sono sempre andato a caso, nei miei tentativi di avvicinarmi a mia figlia, e è troppo tardi per cambiare.»


Da un po' di tempo giravo intorno a Morselli, attirata, più che altro, dalla sua vicenda di scrittore, i cui romanzi sono stati rifiutati dagli editori per tutta la vita, e poi riscoperti e trasformati in caso letterario dopo il suo suicidio. Come Kafka, anche Morselli morì senza conoscere il suo destino di scrittore, ma, a differenza di Kafka, sta per essere dimenticato un'altra volta. 

Un post molto bello su LLC mi ha convinto a partire da questo romanzo, forse uno dei minori, in cui però emerge la grandezza di un autore che affronta un tema difficile e complicato, quello del rapporto di un padre e una figlia che non si conoscono, perché hanno passato pochissimo tempo insieme, ma che si trovano a trascorrere le rispettive convalescenze nelle camere comunicanti di un albergo sul lago di Lugano. Le acque ferme del lago fanno da contrappeso all'atmosfera ferma e claustrofobica che si agita nella stanza d'albergo, nella quale il mondo esterno entra a fatica, attraverso le lettere che il padre riceve dal giornale per cui lavora e i rari richiami della sua vita. Sono poche anche le persone che si intromettono in questo rapporto esclusivo: Carla, la moglie e madre morta troppo presto e tra troppi dubbi, Vanetti, il medico che forse dedica qualche visita di troppo a due ammalati ormai guariti, e Teresa, l'amica della figlia, il cui arrivo scompone lo scenario, fino ad arrivare a un finale forse inevitabile. 

Una prosa ricca, che si addentra nella psicologia dei personaggi, costituisce l'ossatura di un romanzo coinvolgente nonostante la trama scarna. Di Morselli leggerò sicuramente altro.

domenica 18 dicembre 2022

Stupro: una storia d'amore - Joyce Carol Oates

Avevo letto parecchi commenti su questo romanzo e ho anche il ricordo un po' sbiadito del film che ne è stato tratto, ma la forza del racconto non viene smorzata dal fatto di conoscere la trama. Il modo in cui la Oates smonta i pezzi di questa storia e poi li rimonta rende la lettura avvincente, nonostante sia un romanzo difficile da accettare, il racconto di una storia terribile, di una violenza insensata, dell'orrore che si nasconde all'interno di una comunità apparentemente normale. 

La stessa vicenda è raccontata attraverso i diversi punti di vista dei personaggi, con una visione laterale della figlia della vittima, l'unica testimone, passata in quella terribile notte dall'infanzia all'età adulta.


domenica 11 dicembre 2022

La bella di Lodi - Alberto Arbasino

Definito in quarta di copertina una commedia, questo breve romanzo è il ritratto di un paese e di un'epoca, quella dell'Italia del boom economico, in cui le differenze tra I diversi strati sociali sono marcate e difficili da abbattere. Sono differenze nel modo di vivere, ma anche nelle abitudini, nel modo di guardare il mondo e di trovarcisi dentro.

È anche, a suo modo, una storia d'amore, in cui si mescolano interessi e voglia di trasformare l'altro, ma anche noia per quello che si è e da cui si è circondati e forse questo è l'aspetto più attuale di una società che in fondo non cambia mai del tutto.




lunedì 5 dicembre 2022

Anne Brontë, la gemella minore - Beatrice Solinas Donghi


Beatrice Solinas Donghi la conosco da prima che imparassi a leggere perché io e mia sorella ci siamo fatte leggere e rileggere "La grande fiaba intrecciata" infinite volte. Era una fiaba lunga e movimentata, con draghi, streghe cattive, nane e pirati. C'era anche un principe, che sposava la protagonista all'inizio del libro, ma al secondo capitolo se n'era già andato.

Poi ho imparato a leggere, ma nel frattempo l'avevo abbandonato.

Tempo fa mi è tornata in mente questa scrittrice e ho cercato notizie su internet. Ho scoperto che ha scritto libri per adulti e bambini, ma soprattutto si è dedicata alle Brontë, scrivendo più di un saggio. Non sono purtroppo riuscita a trovare il libro dedicato a Emiliy e ho ripiegato su quello dedicato ad Anne. Un saggio breve, completato da una selezione di poesie, che analizza i due romanzi della sorella meno conosciuta, sottolineando il rapporto quasi simbiotico, nella vita come nella letteratura, con Emily.