venerdì 31 dicembre 2021

Del meno - Tommaso Landolfi

Quasi quattrocento pagine di brevi racconti, spaccati di vita carichi di ironia, sempre velati di malinconia. Sono racconti di persone normali, che attraversano il loro tempo senza lasciare traccia, eppure costruendolo con i loro pensieri e le loro storie. 

Tommaso Landolfi è per me un'altra scoperta di questo anno, che continuerò a leggere e a scoprire in futuro.




martedì 28 dicembre 2021

Il disprezzo - Alberto Moravia

«La felicità è tanto più grande quanto meno la sì avverte. Sembrerà strano, ma in quei due anni mi parve talvolta persino di annoiarmi. Certamente, poi, non mi resi conto che ero felice. Mi sembrava di fare cose che tutti fanno: amare la propria moglie ed esserne amato; e quest'amore mi sembrava un fatto comune, normale, ossia per nulla prezioso; proprio come l'aria che si respira e ce ne è tanta e diventa preziosa solo quando viene a mancare.»





"Il disprezzo" racconta il momento in cui la felicità viene a mancare. Il momento in cui sembra vicinissima, a portata di mano, e invece svanisce perché la felicità era quella normalità che non sembrava preziosa. È la fine di un matrimonio, ma anche di una vocazione artistica, sacrificata per altri scopi. E sullo sfondo c'è il mito di Ulisse, letto e riletto infinite volte, interpretato e riadattato da ognuno, in base alla propria visione, alla prospettiva da cui si osserva la vita. 

Di Moravia avevo letto alle medie "A quale tribù appartieni?" e l'avevo odiato prima ancora di aprirlo, come tutti i libri della biblioteca scolastica, che non avevo scelto io. L'avevo trovato noiosissimo, sicuramente avevo saltato interi capitoli, tanto era tutto uguale. E avevo deciso che con Moravia avevo chiuso. 

Mi stupii quando mia sorella mi disse che le piaceva molto e allora mi tornò la curiosità di scoprirlo. Un bellissimo post su LLC mi ha fatto decidere da quale libro partire e ho trovato un autore diverso da quello che ricordavo, forse anche perché l'argomento è molto diverso, come se l'altro fosse un documentario e questo invece un film, con inquadrature di interni romani e degli scorci di Capri, ma soprattutto un viaggio attraverso i pensieri del protagonista.

mercoledì 22 dicembre 2021

Non si può morire la notte di Natale - Enrico Ruggeri

«Mi vedo dall'alto. La testa riversa sul tavolo, la guancia sinistra appoggiata sulla tovaglia, come da bambino quando mi addormentavo in cucina e mia madre mi svestiva e mi metteva a letto, quasi incosciente. Però non sto dormendo. La mia tempia destra è sfondata da una pallottola, dalla bocca mi esce del sangue e ho una rivoltella in mano. Vorrei urlare e non ci riesco.»

Tutto fa pensare che Giorgio Sala la notte di Natale abbia tentato il suicidio senza riuscirci. Ma lui sa di non aver avuto nessuna intenzione di suicidarsi, non aveva nessun motivo.
Quella notte era circondato dalle persone più prossime: i genitori, la zia, la ex moglie, i due figli, una coppia di amici. È all'interno di questa cerchia che inizierà a indagare, mentre la sua vita è cambiata per sempre ed è quasi immobile, chiuso in casa, senza nessuna voglia di comunicare con chi lo circonda.
La sua indagine che si basa sui ricordi, sulla ricerca dei particolari che prima aveva trascurato, e porta alla luce i rancori di una famiglia composta da persone che non si conoscono. Tutti avrebbero avuto un motivo per sparare.
Si legge in fretta perché è breve, perché i pensieri del protagonista scorrono veloci e soprattutto perché si ha fretta di sapere.

martedì 21 dicembre 2021

La versione di Barney - Mordecai Richler

Per anni è rimasto su uno scaffale di casa mia. Non sempre lo stesso, era presente anche quando ho traslocato. Prima o poi l'avrei letto, ero abbastanza sicura, ma se non fosse stato per la condivisa di LLC forse non l'avrei letto mai. E invece, appena l'ho iniziato, mi sono chiesta come abbia potuto ignorare per così tanto tempo un libro così bello.

È il racconto scombinato della vita di un ubriacone, un uomo bugiardo, forse un assassino, che manifesta già i segni dell' Alzheimer. Eppure è bellissimo e il protagonista, Barney, è simpatico proprio per la sua scorrettezza, per la sua capacità di pensare e di dire la cosa sbagliata senza averne paura. Il romanzo è diviso in tre parti, ognuna delle quali dedicata a una delle tre mogli, che hanno scandito e segnato le diverse epoche della sua vita. Ma ogni tanto le epoche si mescolano per le continue digressioni, per i fili del discorso che si perdono e si incrociano. Perché in fondo Barney ha sposato la seconda moglie per fare un dispetto alla prima e durante il ricevimento ha conosciuto la terza.

E poi c'è Heine, che ogni tanto compare, tra una pagina e l'altra, ed è l'Heine più caustico e ironico, che, in punto di morte, sogghigna: 'Dio mi perdonerà. È il suo mestiere.'"



venerdì 10 dicembre 2021

L'eredità di Eszter - Sandor Marai

Da vent'anni Eszter vive tranquilla, con una lontana parente, il fratello, dei buoni amici. Una vita piatta, in cui ogni giorno è uguale al precedente, ma Eszter ha sempre saputo che un giorno Lajos sarebbe ricomparso, per prenderle quello che le è rimasto, oerché Lajos è un bugiardo, un imbroglione e un fallito. E poi perché «gli amori infelici non finiscono mai.»

Non so da quanto tempo avessi dimenticato questo libro su uno scaffale, da anni non leggevo un romanzo di Marai e avevo nostalgia delle sue atmosfere ombrose, dei suoi personaggi legati a un passato sempre imperfetto, delle sue parole di pietra.

"L'eredità di Eszter" è breve e si legge velocemente perché il ritmo è serrato. Eppure per me resta su un tono più basso rispetto a "La donna giusta", "Le braci", ma anche "Divorzio a Buda".


mercoledì 8 dicembre 2021

Ebdòmero - Giorgio de Chirico


Avevo detto che questo sarebbe stato l'anno di Savinio e infatti è lo scrittore di cui ho letto (e comprato) di più. Poi mi sono trovata tra le mani questo libro del fratello più famoso, scritto quando già i surrealisti parlavano di lui come di un cadavere. 

Un libro che inizia con quindici puntini, che finisce con tre, scritto contemporaneamente in italiano e in francese. Un libro breve, eppure monumentale, fatto di immagini e di dipinti, nonostante sia completamente scritto, senza figure. Eppure sono immagini vive di piazze, di uomini, di isole, che si compongono, si spezzano e si ricompongono diverse. Un viaggio attraverso il tempo e il mondo, ma che dà l'impressione di essere sempre nello stesso luogo, alla ricerca della Stimmung, l'atmosfera, costruita e spezzata, ripensata.

Nell'introduzione Fabio Benzi lo accomuna ai labirinti di Borges, ipotizzando un'influenza di de Chirico sullo scrittore e solo ora mi rendo conto che quei labirinti non sono tanto lontani dai giri per la città di Savinio in "Ascolto il tuo cuore, città".

Savinio, il fratello alla cui memoria venne dedicata un'edizione di questo libro, e che disse che in Ebdòmero ogni parola era stata cercata e studiata.

Non so se ho afferrato tutto di questo libro e se l'ho afferrato nel modo giusto, ma sicuramente continuerò a leggerlo.

sabato 4 dicembre 2021

Il rogo della Repubblica - Andrea Molesini



«A tratti un lupo ringhia nel mio sangue. E quando lo fa, uccido. Boris è il mio nome. Vivo d'inganno e di rapina. Scaltro, ricco, temuto, sono nato dall'altra parte del mare, a Candia, da madre bulgara. Mio padre aveva pecore e capre e l'aria mansueta di chi vive del suo, ma la notte svaligiava le case dei mercanti.»


Boris da Candia, che sul polso porta i segni del lupo e nel sangue il suo respiro, è un umanista appassionato di Tacito, ma anche un soldato dell'esercito dell'ombra. Nel 1480, quando a Venezia è appena finita la peste, la storia di Boris si incrocia con un fatto realmente avvenuto, la condanna a morte di tre uomini ebrei, accusati dell'uccisione di un bambino scomparso. Mentre sullo sfondo si consumano le impiccagioni e le lotte tra gli amanuensi e i tipografi, il frate francescano Bernardino da Feltre solleva l'odio del popolo contro gli ebrei, per sostituire i loro banchi dei pegni con quelli del Monte di Pietà.

Durante le sue indagini nelle notti veneziane, tra bordelli e carceri, Boris inizia a vedere qualcosa che ha sempre evitato di guardare.


«... ho avuto l'impudenza di credermi un soldato che agisce per il bene comune, ma chi sa mai qual è questo bene in nome del quale si commettono crimini che poi ci si vergogna a menzionare.»