mercoledì 26 settembre 2018

Le fedeltà invisibili - Delphine De Vigan

Théo vive diviso in due, una settimana con una madre rancorosa e arrabbiata che, quando lo rivede, gli intima di fare subito una doccia per togliersi di dosso i residui della settimana trascorsa nella casa del padre. Una casa buia e sporca, in cui il padre si trascina tra il letto e il divano. Théo prova pena e vergogna per quel padre, che gli chiede di non dire che ha perso il lavoro, di non dire che la sua nuova compagna se n'è andata. È la fedeltà dei figli che proteggono sempre i genitori. Lo sa Hélène, l'insegnante di scienze, che riconosce in Théo qualcosa della sua infanzia in balia di un padre violento. Un'infanzia che l'ha segnata nel corpo e nella mente. È la fedeltà degli adulti verso i bambini che sono stati e che vorrebbero rimettere a posto le cose.
E poi c'è Mathis, l'unico amico di Théo, l'unico che conosce il suo segreto, il compagno con cui si nasconde per bere fino allo stordimento. La famiglia di Mathis è all'apparenza perfetta e unita, ma nasconde una rete di bugie e di incomunicabilità tra due genitori molto diversi, che lentamente si sono allontanati. E Cécile, la madre, vede in Théo una cattiva compagnia per suo figlio, mentre vede emergere in Mathis il retaggio della sua famiglia di origine, di un padre alcolizzato, di un mondo dal quale ha cercato di allontanarsi per diventare diversa, per costruire una famiglia diversa.
La scrittura delicata della De Vigan si addentra piano nella mente dei suoi protagonisti, li lascia parlare e lascia emergere il loro lato più profondo e nascosto.

martedì 11 settembre 2018

Karl Kraus


Karl Kraus è noto soprattutto per i suoi aforismi e corre il rischio di venirne travolto. Pochi infatti hanno letto il suo dramma "Gli ultimi giorni dell'umanità" e le sue poesie. Karl Kraus è stato però soprattutto un giornalista e un critico, oltre che un grande studioso di Shakespeare.
"In questa nostra grande epoca" è il discorso che tenne nel novembre del 1914, dopo lo scoppio della prima guerra mondiale. Come negli aforismi, la voce di Karl Kraus è caustica e lontana dalle opinioni condivise più comuni. Una voce stridente e fortemente in contrasto con tutti i dogmi della sua epoca. La sua critica è forte soprattutto nei confronti degli scrittori (come Hauptmann e Thomas Mann) e dei giornalisti (come Benedikt). È la critica ad una stampa "unica" , che vuole presentare un solo lato della medaglia. Sono però anche pagine che si leggono con grande divertimento per la forte ironia dell'autore e perché è impossibile non notare la sbalorditiva analogia di quella sua grande epoca con questa nostra.