Ho impiegato tanto tempo più del previsto a finire questo libro, perché molti giorni non avevo voglia di leggere. Sono capitate invece sere in cui iniziavo le prime righe di un capitolo e non riuscivo più a staccarmi.
È stato come una lunga chiacchierata in cui l'autore ha raccontato la sua famiglia, una madre ingombrante, un rapporto fatto di amore, ma non sempre di comprensione. Più defilata, ma non meno importante, la figura del padre, che spesso è rimasto a guardare, dietro le quinte, e ogni tanto ha tirato qualche filo. E poi lo zio, il rapporto tra un fratello e una sorella, a cui ogni tanto si sovrappone quello dell'autore con le sue due sorelle.
È un libro di sovrapposizioni, in cui a volte il passato si mescola al presente, ricordando il tappeto ripiegato di Nabokov. Un passato di fughe e un presente di ritorni a metà, una storia di radici tagliate e ripiantate, che non smettono di far male. E c'è l'ombra di un nonno, che a sua volta è stato ingombrante per i suoi figli, anche nell'assenza.
Mi ha accompagnato per oltre un mese e credo che mi mancherà, adesso che l'ho finito.


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