«Ma adesso» disse mia madre «in Svezia, forse, i papà staranno a casa sei mesi a badare ai bambini».
«Una bella barba» disse il Bosi «capisco re Erode».
«L'unica, allora» disse mia madre «è non fare bambini. O farne pochi. O fare molti asili. Ma a te piace davvero fare la donna di casa?»
«Sì, ma senza bambini. A me piace mettere ordine. Qualsiasi cosa: un cassetto, una biblioteca, una casa. Con tua figlia, invece...»
«Onestamente, ti avevo detto di non sposarla».
«Una bella barba» disse il Bosi «capisco re Erode».
«L'unica, allora» disse mia madre «è non fare bambini. O farne pochi. O fare molti asili. Ma a te piace davvero fare la donna di casa?»
«Sì, ma senza bambini. A me piace mettere ordine. Qualsiasi cosa: un cassetto, una biblioteca, una casa. Con tua figlia, invece...»
«Onestamente, ti avevo detto di non sposarla».
Il nome, Luisella Fiumi, mi era risuonato nella testa, ma ho impiegato un po' a ritrovarlo nella memoria. Poi mi sono ricordata di un libro letto secoli fa, intorno ai dieci anni, che avevo trovato molto divertente, "Cambia che ti passa".
Queste memorie, aneddoti, racconti di vita familiare, pubblicati per la prima volta nel 1974 e ripubblicati da Neri Pozza nel 2024, mi hanno divertito nello stesso modo. Il titolo serio, quasi drammatico, stride con una scrittura leggera e ironica, che però solleva il velo della banalità e lascia emergere le contraddizioni e le assurdità di una vita normale.
Credevo che fosse datato, legato all'epoca in cui era stato scritto, invece l'ho trovato sorprendentemente attuale.







