lunedì 28 febbraio 2022

Nikolaj Gogol

"Siamo usciti tutti dal cappotto di Gogol", diceva Dostoevskij e in questi giorni mi capita di pensare spesso a Gogol. Un autore a cui non pensavo da tempo, uno scrittore complicato e inquietante, soprattutto nelle "Anime morte" e in "Taras Bulba". Più ironico "L'ispettore generale'. 

La sua opera più bella però restano "I racconti di Pietroburgo", quella in cui è più facile trovare lo scrittore visionario che anticipa un altro ucraino, Bulgakov.

Fanno parte di questi racconti "Il naso" e,  appunto,  "Il cappotto", la storia di Akaki Akakievič, l'uomo qualunque, a cui nemmeno si sapeva che nome dare, l'impiegato destinato ad essere calpestato dal tempo e dalla storia. E poi c'è un racconto bellissimo, "Il ritratto", uno di quei racconti che, anche se letti una sola volta,  come ho fatto io, restano in mente per sempre e fanno venir voglia di andare a San Pietroburgo e camminare per l'isola di San Basilio.

E adesso risuonano un po' le parole di Nabokov nel bel libro che gli ha dedicato: "Dobbiamo ringraziare il fato (e la sete di fama universale dell'autore) se non si volse al dialetto ucraino come mezzo di espressione, perché allora si sarebbe perduto."





domenica 30 gennaio 2022

Atlante della nostalgia - Marco Patrone

Avrei letto questo libro anche solo per il titolo, che riecheggia in ogni pagina di una raccolta di racconti, che descrivono la vita così com'è, senza tentare di abbellirla e senza troppi rancori. Soltanto con un po' di nostalgia per il futuro come appariva una volta, prima di diventare presente e poi passato.

«... mi ero ricordato di me stesso, di me stesso bambino, in quel momento in cui  - come tutti gli altri bambini - ero esattamente là dove il mondo non si aspetta nulla di più di quello che è naturale saper fare in quel preciso momento.»

Racconti di persone normali, come se ne incontrano ogni giorno, con delusioni, speranze, dipendenze. Sono divisi in quattro sezioni, che definiscono le età e il diverso modo di essere sorpresi dalla vita e dagli eventi. E forse è proprio il passare del tempo il filo conduttore.

«... il peggio deve ancora venire eppure è passato, la vita va avanti, il futuro non si è fermato, non li aspetterà, probabilmente.»



mercoledì 26 gennaio 2022

Fermare Pechino - Federico Rampini


Ho impiegato parecchio a leggere questo libro, perché l'argomento non è adatto a qualsiasi momento,  richiede una certa concentrazione e voglia di addentrarsi in un confronto tra la Cina il mondo occidentale, e in particolare gli Stati Uniti.  Due mondi e due culture molto distanti, che però a volte si incrociano e rivelano aspetti simili. 

In certi capitoli Rampini riesce ad appassionare il lettore,  come quando parla di Feng Feng, la romanziera di Wuhan, e delle sue cronache dall'interno di un lockdown serratissimo. Oppure quando racconta la parabola di Jack Ma, fondatore di Alibaba, o la lotta per il potere tra Xi Jinping e Bo Xilai. La lettura diventa un po' più difficile da seguire quando invece si sposta sugli Stati Uniti, su una realtà che è più vicina e sulla quale forse ci soffermiamo ogni giorno, anche inconsciamente. 

È comunque un libro che mette in luce delle dinamiche che forse saranno più chiare nei prossimi anni, quando guarderemo questo presente da una prospettiva diversa e magari ci renderemo conto di quanto ci siamo sbagliati.

martedì 11 gennaio 2022

Di chi è la colpa - Alessandro Piperno

 «...la maledizione che impediva loro di essere contenti all'unisono...»


Un padre appassionato di musica, allegro e giocherellone, sempre sull'orlo del baratro per via dei debiti. E poi una madre severa, reticente, che ha avvolto il suo passato e la sua famiglia di origine in un silenzio ostinato. Probabilmente si sono amati molto, molti anni prima, quando lei assomigliava a Judy Tyler e lui si sentiva Elvis.

In mezzo un figlio, che finge di non sentire i loro litigi notturni, gli insulti che si scambiano, fino alla notte di una terribile tragedia. Allora tutto cambia e un'altra vita diventa possibile. Diventa possibile essere tutto quello che non è mai stato. Se non fosse che il passato resta sospeso da qualche parte e prima o poi bisogna farci i conti.

Ho aspettato molto questo libro e l'ho comprato appena uscito, ma poi ho aspettato prima di leggerlo perché l'ultimo romanzo di Piperno, "Dove la storia finisce", non mi era piaciuto e avevo paura di restare delusa. Invece mi è piaciuto tantissimo, soprattutto ho amato il personaggio di uno zio eccentrico, spesso antipatico, qualche volta capace di slanci di generosità improvvisi. Un uomo innamorato della vita, che si immalinconisce quando si scopre vecchio, dopo aver temuto per molto tempo che gli venisse strappata la giovinezza dall'odio nazista.


venerdì 31 dicembre 2021

Del meno - Tommaso Landolfi

Quasi quattrocento pagine di brevi racconti, spaccati di vita carichi di ironia, sempre velati di malinconia. Sono racconti di persone normali, che attraversano il loro tempo senza lasciare traccia, eppure costruendolo con i loro pensieri e le loro storie. 

Tommaso Landolfi è per me un'altra scoperta di questo anno, che continuerò a leggere e a scoprire in futuro.




martedì 28 dicembre 2021

Il disprezzo - Alberto Moravia

«La felicità è tanto più grande quanto meno la sì avverte. Sembrerà strano, ma in quei due anni mi parve talvolta persino di annoiarmi. Certamente, poi, non mi resi conto che ero felice. Mi sembrava di fare cose che tutti fanno: amare la propria moglie ed esserne amato; e quest'amore mi sembrava un fatto comune, normale, ossia per nulla prezioso; proprio come l'aria che si respira e ce ne è tanta e diventa preziosa solo quando viene a mancare.»





"Il disprezzo" racconta il momento in cui la felicità viene a mancare. Il momento in cui sembra vicinissima, a portata di mano, e invece svanisce perché la felicità era quella normalità che non sembrava preziosa. È la fine di un matrimonio, ma anche di una vocazione artistica, sacrificata per altri scopi. E sullo sfondo c'è il mito di Ulisse, letto e riletto infinite volte, interpretato e riadattato da ognuno, in base alla propria visione, alla prospettiva da cui si osserva la vita. 

Di Moravia avevo letto alle medie "A quale tribù appartieni?" e l'avevo odiato prima ancora di aprirlo, come tutti i libri della biblioteca scolastica, che non avevo scelto io. L'avevo trovato noiosissimo, sicuramente avevo saltato interi capitoli, tanto era tutto uguale. E avevo deciso che con Moravia avevo chiuso. 

Mi stupii quando mia sorella mi disse che le piaceva molto e allora mi tornò la curiosità di scoprirlo. Un bellissimo post su LLC mi ha fatto decidere da quale libro partire e ho trovato un autore diverso da quello che ricordavo, forse anche perché l'argomento è molto diverso, come se l'altro fosse un documentario e questo invece un film, con inquadrature di interni romani e degli scorci di Capri, ma soprattutto un viaggio attraverso i pensieri del protagonista.

mercoledì 22 dicembre 2021

Non si può morire la notte di Natale - Enrico Ruggeri

«Mi vedo dall'alto. La testa riversa sul tavolo, la guancia sinistra appoggiata sulla tovaglia, come da bambino quando mi addormentavo in cucina e mia madre mi svestiva e mi metteva a letto, quasi incosciente. Però non sto dormendo. La mia tempia destra è sfondata da una pallottola, dalla bocca mi esce del sangue e ho una rivoltella in mano. Vorrei urlare e non ci riesco.»

Tutto fa pensare che Giorgio Sala la notte di Natale abbia tentato il suicidio senza riuscirci. Ma lui sa di non aver avuto nessuna intenzione di suicidarsi, non aveva nessun motivo.
Quella notte era circondato dalle persone più prossime: i genitori, la zia, la ex moglie, i due figli, una coppia di amici. È all'interno di questa cerchia che inizierà a indagare, mentre la sua vita è cambiata per sempre ed è quasi immobile, chiuso in casa, senza nessuna voglia di comunicare con chi lo circonda.
La sua indagine che si basa sui ricordi, sulla ricerca dei particolari che prima aveva trascurato, e porta alla luce i rancori di una famiglia composta da persone che non si conoscono. Tutti avrebbero avuto un motivo per sparare.
Si legge in fretta perché è breve, perché i pensieri del protagonista scorrono veloci e soprattutto perché si ha fretta di sapere.