martedì 10 dicembre 2024

Il tempo è un bastardo - Jennifer Egan

Questo libro mi ha aspettato per tanto tempo, dimenticato sulla libreria, e non so se mi avrebbe fatto lo stesso effetto se l'avessi letto prima. 
È un romanzo composto da una serie di racconti, che ruotano attorno a Bennie Salazar, un produttore musicale, e alla sua assistente Sasha. Il protagonista di un racconto è spesso un personaggio secondario in un altro, a volte solo un nome che compare per caso. I racconti sono tessere di un mosaico, disordinate e sparse nel tempo. I tempi si incrociano, come si incrociano i personaggi, in una New York che sembra essere composta da vari strati, quelli che conducono da A a B, attraverso le botte del tempo, che trasforma i rapporti, le amicizie, le persone. 
«Adesso che sfiorava i sessanta, era visto come irrilevante; Alex sentiva abitualmente parlare di lui al passato.»





La trama di questo libro non mi è piaciuta particolarmente, mi è capitato di appassionarmi a un personaggio, di aver voglia di saperne di più, e invece è stato inghiottito dalle pagine e dal tempo. Ma ho apprezzato tantissimo la struttura, la rottura degli schemi, la capacità comunque di chiudere il cerchio. È comunque un libro che mi ha fatto scoprire un modo diverso di vedere la letteratura, come mi è capitato solo più di trent'anni fa con "La signora Dalloway".
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venerdì 29 novembre 2024

Io? - Peter Flamm

«Non io, signor Giudice, un morto sta parlando dalla mia bocca. Non sono io qui, non il mio braccio che si alza, non i miei capelli ormai bianchi, non il mio gesto, non il mio gesto.»




Nel 1918 un uomo torna dalla guerra, un altro uomo è morto a Verdun. Ma chi è tornato? Il medico Hans Stern? Oppure il fornaio Wilhelm Bettuch?
Sua moglie lo riconosce, gli amici lo riconoscono, il cane invece lo morde. Lui stesso non riconosce l'uomo che vede nello specchio. Ha dei ricordi, ma forse sono solo "cose che sa". 
Un discorso di difesa, un lungo monologo, senza soste, senza interruzioni, tutto al presente, perché il passato non esiste, come non esiste il futuro, perché tornare a casa è impossibile. 
Peter Flamm è lo pseudonimo di Erich Mosse, psicologo tedesco naturalizzato americano, il cui fratello è morto a Verdun durante la prima guerra mondiale. Scrisse il romanzo nel 1926, precedendo di parecchi anni Stiller di Max Frisch e anticipandone le tematiche di frammentazione e di perdita dell'identità. 
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lunedì 18 novembre 2024

Le verità spezzate - Alessandro Robecchi

Manlio Parrini è un grande regista ultrasettantenne, che ha fatto un capolavoro, un grande film, e poi ha smesso per disgusto e stanchezza, forse altro. A fargli tornare la voglia di un nuovo film è l'incontro con la figura di Augusto De Angelis, un autore del passato, un uomo che voleva essere libero in un mondo in cui non c'era spazio per la libertà. Nel frattempo la vicina di casa di Manlio Parrini viene trovata assassinata. 
Due casi irrisolti, uno negli anni Quaranta, uno oggi. Due mondi che si incrociano e si sovrappongono, diventando uno metafora dell'altro, in una Milano del presente e del passato, scintillante e nebbiosa. 
C'è poi un contorno di personaggi che rendono più vivace la trama e tra cui spicca la sceneggiatrice Sara De Viesti, che fa concorrenza a certi personaggi di De Carlo per antipatia, ma questo la rende più verosimile, nonostante l'abuso di taxi da parte di una precaria con un carattere scomodo.
Un romanzo piacevole e divertente, un libro "da tramvai", come venivano etichettati i gialli di Augusto De Angelis negli anni Trenta, nelle cui pagine ho trovato anche Dina Galli e Alberto Savinio, due mie fisse.



martedì 29 ottobre 2024

Via San Maurilio - Rossella Bentini

La pagina di Una milanese chic mi è apparsa qualche anno fa su Facebook e ho cominciato a seguirla credendo che fosse ironica. Leggendo i post ho scoperto invece che "chic" non era niente di ironico. È una pagina dedicata a Milano, ma da una particolare angolazione, che esprime un punto di vista sugli eventi e sui diversi aspetti della vita. E questi post sono quasi sempre attraversati dal riflesso di un dolore che aleggia "con leggerezza senza essere leggera".
Da questo libro mi aspettavo dei racconti che si svolgono a Milano, intorno a via San Maurilio. Invece anche questa volta mi sbagliavo, perché sono sì dei racconti, ma in realtà sono così intrecciati che è come se fossero uno solo, un racconto lungo, che si legge nel giro di poco più di un'ora, merito di una scrittura scorrevole e di una trama fatta di diversi punti di vista.



I giorni di Vetro - Nicoletta Verna

Dopo aver letto i primi due capitoli, mi sono chiesta perché mai questo libro avesse vinto il Premio Manzoni. Poi invece sono stata risucchiata nel vortice della storia e ho passato ogni minuto libero del weekend appena trascorso immersa nelle pagine di questo romanzo storico ben costruito, nel quale si intrecciano le voci di Redenta e Iris, due diversi punti di vista, due vite opposte, spaccate dalla guerra, la malattia, la disumanità che divora un paese lacerato.
Alla fine  mi è piaciuto molto, nonostante l'orrore che lo attraversa. E ho apprezzato soprattutto il finale, in cui ogni dettaglio acquista un senso.



mercoledì 23 ottobre 2024

Elegia americana - J.D. Vance

«Non sono un senatore, un governatore, un ex segretario di gabinetto. Non ho dato vita a un'impresa da un milione di dollari o a una società non profit in grado di cambiare il mondo. Ho un buon lavoro, un matrimonio felice, una bella casa e due cani vivaci.»



Nell'introduzione al suo libro, pubblicato nel 2016, J.D. Vance considera che difficilmente qualcuno leggerebbe l'autobiografia di uno sconosciuto di poco più di trent'anni. In effetti io ho comprato il libro dopo la sua candidatura a vicepresidente. Per qualche motivo non sapevo nulla di questo libro e, anche se mi era capitato sotto gli occhi, non gli avevo prestato attenzione. L'ho comprato perché si legge per capire, per guardare da altri punti di vista ma non sapevo bene cosa aspettarmi quando ho iniziato a leggere. 
Il titolo italiano, "Elegia americana", è fuorviante e generico. Quello originale, "Hillbilly Elegy", è però complicato da tradurre, una parola sola non basta e il libro stesso è il tentativo di spiegarlo. 
«Jackson è senza dubbio piena delle persone più adorabili; è però piena anche di drogati e un uomo può trovare il tempo di fare otto figli ma non può trovare il tempo di supportarli.»
È la storia di un sogno che si realizza, il sogno voluto fortemente dai nonni e trasmesso al nipote. Ma in mezzo c'è la desolazione di un bambino che ha cambiato padre più volte, di una madre con problemi di tossicodipendenza,  una serie di fratellastri e sorellastre che compaiono e spariscono, tranne una. È una storia di fatica, di perdite, del peso di tutto quello che ci si porta dietro quando si nasce nel luogo sbagliato, con la famiglia sbagliata. Di quanto i traumi infantili restino appiccicati addosso e condizionino il resto della vita. Di quanto sia più difficile e faticoso quando non si appartiene ai giri giusti, non si hanno le conoscenze giuste. 
Non è un libro facile ma mi è piaciuto moltissimo e ci ho trovato qualcosa di Roth, nel senso di non appartenenza, nel passato da cui non ci si libera («Non dovevo essere li. Avevo costruito la mia intera vita proprio per evitare quel tipo di posti.»). Un passato con cui però ci si può rappacificare,  smettere di vergognarsi.

lunedì 9 settembre 2024

L'insostenibile leggerezza dell'essere - Milan Kundera

Ci sono libri che restano legati a un'epoca e che ne diventano parte. "L'insostenibile leggerezza dell'essere" descrive un lato degli anni Ottanta che in Occidente non vedevamo, un mondo che non era il nostro, un mondo speculare in cui anche le stesse parole venivano guardate da una prospettiva diversa. Eppure resta legato a quegli anni perché riusciva a parlare anche di noi. «Davanti c'era sempre un mondo perfettamente realistico e un po' più in là, come dietro alla tela strappata di uno scenario, si vedeva qualcos'altro, qualcosa di misterioso o di astratto.»
E riletto oggi, a distanza di trent'anni, è ancora attuale, perché lo sono i suoi personaggi, i loro interrogativi, le relazioni e i non detti, le parole che hanno un significato diverso per ognuno.
Ma anche gli avvenimenti che attraversano non sembrano tanto distanti dalle pagine dei nostri giornali. «...la Grande Marcia continua, malgrado l'indifferenza del mondo, ma diventa nervosa e frenetica, ieri contro gli americani che occupavano il Vietnam, oggi contro il Vietnam che occupa la Cambogia, ieri per Israele, oggi per i palestinesi, ieri per Cuba, domani contro Cuba e sempre contro l'America, ogni volta contro i massacri e ogni volta in appoggio ad altri massacri...»