martedì 11 luglio 2023

La famiglia Manzoni - Natalia Ginzburg

Per un lungo periodo tra l'infanzia e l'adolescenza ho letto quasi tutti i libri di Natalia Ginzburg. I suoi personaggi, le sue frasi brevi, il ritmo della sua scrittura facevano parte della mia vita e hanno continuato a farlo. Ci sono racconti della raccolta "Le piccole virtù" che ho letto un'infinità di volte. Ma "La famiglia Manzoni" è il libro che non ho mai avuto voglia di leggere. 

Il romanzo di Marina Marazza, "Le due mogli di Manzoni", mi ha fatto invece tornare in mente il libro della Ginzburg e, dopo tanti anni, mi è venuta voglia di leggerlo. 

È un libro diverso da tutti gli altri, sia per la lunghezza che per il modo in cui è scritto, anche perché di suo l'autrice aggiunge poco, l'ossatura è costituita dalle lettere che i personaggi si scrivevano, e davvero poco è lasciato alle considerazioni e alle interpretazioni personali. Su un arco temporale che va dal 1762, anno di nascita della madre Giulia Beccaria, al 1907, anno di morte del figliastro, si svolgono le vicende di una famiglia i cui lutti superano i rari momenti di felicità. Nonostante i capitoli portino i nomi di altri personaggi, la figura di Manzoni prevale sulle altre. Un uomo antipatico, che sembra prendere le distanze da quanto accade nella sua famiglia, che non ha avuto un padre e che non riesce a essere un buon genitore per i suoi figli. Eppure alla fine non si può fare a meno di sentirlo un po' più vicino, un po' meno distante e un po' più sfortunato.




domenica 11 giugno 2023

Le due mogli di Manzoni - Marina Marazza

Ho scoperto poco dopo aver iniziato il libro che di Marina Marazza avevo già letto un libro su Leonardo, soltanto che allora si era firmata come Marina Migliavacca.

A differenza di quello su Leonardo, il libro sulle due mogli di Manzoni è un romanzo, anche se molto documentarto e con poche licenze narrative. Una moglie, Teresa, la seconda, è la voce narrante, mentre la prima, Enrichetta, è una presenza invisibile ma costante, sempre viva nella memoria della suocera, del marito e dei figli, ma anche di Teresa. 

Un libro che fa emergere luci e ombre di un grande autore, che non sempre è stato un grande uomo, ma che mi ha fatto venire voglia di riprendere uno scrittore spesso considerato noioso perché letto male.



mercoledì 24 maggio 2023

Una famiglia radicale - Eugenia Roccella

Quando, tempo fa, avevo comprato questo libro, non sapevo che se ne sarebbe parlato tanto (senza parlarne) al Salone del libro. Credo in realtà che gli sia stata data un'importanza eccessiva, perché si tratta di un libretto di nemmeno 200 pagine, scritto sulla spinta dei ricordi, una di quelle storie di famiglia di cui la nostra letteratura è ricca e che, quando sono scritte bene (come in questo caso) si leggono volentieri. 

È la storia di due genitori rimasti sempre un po' figli a loro volta, guardati da una figlia che resta in disparte, prima all'ombra della famiglia paterna in Sicilia e poi di quella romana, allargata, del partito radicale. Appena accennato è il destino tragico della sorellina, eppure è la cosa che mi è rimasta più impressa.



mercoledì 17 maggio 2023

Un amore del nostro tempo - Tommaso Landolfi

 «È una febbre, un delirio. Che cosa? La vita, che diamine: fever called living; e, come la febbre, oscura. Accenna talvolta ad alcunché di filato, sembra proporre uno svolgimento e una conseguenza, ma son momenti.»

Un romanzo breve, poco più di cento pagine, una prosa ricca, che ricostruisce un'atmosfera gotica, fatta di chiaroscuri, come i racconti di Edgar Allan Poe.

La storia è quella di un incesto, una storia difficile, disturbante, eppure inevitabile. O forse è anche la ricerca dell'Io, lo sdoppiamento e la rifrazione dell'identità. Ma soprattutto c'è la ricerca di una felicità a portata di mano e irraggiungibile.

«Malgrado le tue fiacche ironie, il fatto è implicito! Il nostro egoismo, dico, non riguarda e non può riguardare gli altri,  bensì, lo ripeto, noi stessi: cioè il nostro morso su una realtà concepibile (a fatica), su un eventuale altro da noi (altro e non: altri). O, poniamo magari: io, o noi, o noi in uno, siamo qui e siamo noi, e da un tale noi può dipartirsi qualcosa di benefico...»



sabato 15 aprile 2023

La vita agra - Luciano Bianciardi

«Bastano pochi mesi perché chiunque si trasferisca qui si svuoti dentro, perda linfa e sangue, diventi guscio: tra vent'anni tutta Italia si ridurrà come Milano.»

Io invece ho paura che tra meno di vent'anni tutta Italia si ridurrà come Grosseto e forse per questo motivo ho evitato a lungo questo libro: immaginavo che mi sarebbe stato antipatico. 

L'ho scelto qualche giorno fa perché sapevo che prima o poi l'avrei letto e volevo un libro comodo da portare in giro. Ho pensato allora che fosse arrivato il suo momento. 

L'ho iniziato malvolentieri e invece mi sono ritrovata subito immersa nelle prime pagine, scritte molto bene e cariche di un'ironia che mi ha divertito. E poi ci ho trovato luoghi che conosco, via Palermo, la pelota basca, Brera. Ma anche la via Domenichino e viale Monte Rosa. Una Milano che assomiglia a quella in cui vivo, ma diversa. Una città «senza sole, senza vento e senza pioggia.»

Ci sono pagine attualissime in questo libro, pagine che potrebbero essere scritte oggi e che trattano temi di cui si parla di continuo anche oggi: le biciclette sui marciapiedi, troppe macchine, il clima che cambia, la decrescita felice. 

C'è persino il lavoro da casa, con i vantaggi e gli svantaggi: «E senza bisogno di prendere il tram, senza bisogno di tenere rapporti col prossimo, tranne che alla fine del mese per la consegna del lavoro.»

Eppure, più procedevo nella lettura e meno il libro mi piaceva. Più procedevo e più ci trovavo quello di cui avevo avuto paura fin dall'inizio: il pregiudizio, il luogo comune. 

«Ogni mattina la gita in tram è un viaggio in compagnia di estranei che non si parlano, anzi di nemici che si odiano.» 

Anche questi sono discorsi attuali, sentiti e risentiti troppe volte da chi viene a Milano e parla dei milanesi senza vederli, senza ascoltarli, senza conoscerli.


martedì 4 aprile 2023

Lezioni di respiro - Anne Tyler

 "... voglio dire, ricevi tutte quelle lezioni per cose non importanti - suonare il piano, scrivere a macchina. Ricevi anni e anni di lezioni per risolvere equazioni, che Dio sa quando mai dovrai risolverle nella vita normale. Ma per essere genitori? O per il matrimonio, prova a pensarci. Prima di guidare un'auto devi seguire un corso approvato dallo stato, ma guidare un'auto è niente, niente, paragonato a vivere giorno per giorno con un marito e crescere un nuovo essere umano."


Un giorno della vita di Maggie e Ira Moran, una coppia di mezz'età, due diversi punti di vista su ogni cosa, infiniti battibecchi che lasciano emergere la noia, l'impazienza e la complicità di una vita insieme, con due figli (troppo immaturo il figlio, troppo "donnina" la figlia), una nipote con un nome a cui non riescono ad abituarsi. Gli amici di una vita, quelli con cui sono cresciuti, quelli che hanno perso, quelli che da giovani erano antipatici e che adesso sono rimasti gli unici su cui si può contare. Un gioco di flashback, una giornata che si dilata fino agli inizi, quando Maggie e Ira hanno iniziato a frequentarsi, per un equivoco. E tutti i nodi mai risolti, la fatica di far parte di una famiglia imperfetta e di averne creata un'altra, ugualmente imperfetta, nonostante i sogni sacrificati.


«Aveva imparato allora quale fosse la vera perdita; oddio, sì. Non era il fatto di dover supportare queste persone, ma il fatto di non essere riuscito a comprendere quanto le amasse.»


Alla fine degli anni Ottanta, quando avevamo da poco visto "Turista per caso", e più o meno quando la Tyler stava per vincere il Pulitzer con questo romanzo, mia madre acquistò "Ristorante Nostalgia". Ricordo che lo lessi in una domenica estiva, seduta sul balcone, senza riuscire a staccarmi dalle vicende di Ezra e sua sorella, a Baltimora.

Qualche anno più tardi trascorsi una notte a Baltimora e il romanzo mi tornò in mente. Rientrata a Milano, mentre giravo in una libreria, fui sul punto di comprare un libro di Anne Tyler, ma alla fine optai per altro. Sapevo che prima o poi avrei letto di nuovo un suo libro, avevo voglia di leggerlo, ma  c'era sempre qualcos'altro. Adesso, leggendo questo romanzo, perfetto per i tempi, la scrittura, i personaggi, mi chiedo come ho potuto aspettare così tanto.



lunedì 20 marzo 2023

La vita intima - Niccolò Ammaniti

Non avevo mai letto niente di Ammaniti, né pensavo che l'avrei fatto. Poi un giorno, mentre sfogliavo una rivista, ho trovato un'intervista in cui parlava di questo libro e mi è venuta voglia di leggerlo. Negli ultimi due mesi sono inciampata in tantissimi commenti e recensioni, così l'ho comprato. È un libro che si legge velocemente, con ritmo cinematografico, da commedia, e la voglia di sapere cosa succede dopo.

La vicenda ruota intorno all'interrogativo su chi sia veramente Nicola Sarti, «fighetto pariolino con cui pomiciava nella piazzetta di Stromboli», l'uomo sbucato dal passato di Maria Cristina Palma, la donna più bella del mondo, ma senza coraggio e senza carattere. Ex atleta, ex modella, è stata prima la moglie di uno scrittore morto tragicamente, poi del Presidente del Consiglio. È la figura di contorno della vita di qualcun altro e vorrebbe soltanto stare nell'ombra a godersi la sua vita privilegiata.

Qualcuno ha parlato di un romanzo femminista, io l'ho trovato un romanzo ironico, la caricatura di un'epoca e di una società confusa e confusionaria. Un buon romanzo per fare qualche risata (anche se non manca l'occasione per commuoversi) con solo un difetto: un narratore che si sente un po' troppo, che non riesce e non vuole sparire, che ogni tanto si prende la scena («...ho bisogno di poche righe per raccontarti un fatto che è successo a me personalmente...»).