domenica 18 dicembre 2022

Stupro: una storia d'amore - Joyce Carol Oates

Avevo letto parecchi commenti su questo romanzo e ho anche il ricordo un po' sbiadito del film che ne è stato tratto, ma la forza del racconto non viene smorzata dal fatto di conoscere la trama. Il modo in cui la Oates smonta i pezzi di questa storia e poi li rimonta rende la lettura avvincente, nonostante sia un romanzo difficile da accettare, il racconto di una storia terribile, di una violenza insensata, dell'orrore che si nasconde all'interno di una comunità apparentemente normale. 

La stessa vicenda è raccontata attraverso i diversi punti di vista dei personaggi, con una visione laterale della figlia della vittima, l'unica testimone, passata in quella terribile notte dall'infanzia all'età adulta.


domenica 11 dicembre 2022

La bella di Lodi - Alberto Arbasino

Definito in quarta di copertina una commedia, questo breve romanzo è il ritratto di un paese e di un'epoca, quella dell'Italia del boom economico, in cui le differenze tra I diversi strati sociali sono marcate e difficili da abbattere. Sono differenze nel modo di vivere, ma anche nelle abitudini, nel modo di guardare il mondo e di trovarcisi dentro.

È anche, a suo modo, una storia d'amore, in cui si mescolano interessi e voglia di trasformare l'altro, ma anche noia per quello che si è e da cui si è circondati e forse questo è l'aspetto più attuale di una società che in fondo non cambia mai del tutto.




lunedì 5 dicembre 2022

Anne Brontë, la gemella minore - Beatrice Solinas Donghi


Beatrice Solinas Donghi la conosco da prima che imparassi a leggere perché io e mia sorella ci siamo fatte leggere e rileggere "La grande fiaba intrecciata" infinite volte. Era una fiaba lunga e movimentata, con draghi, streghe cattive, nane e pirati. C'era anche un principe, che sposava la protagonista all'inizio del libro, ma al secondo capitolo se n'era già andato.

Poi ho imparato a leggere, ma nel frattempo l'avevo abbandonato.

Tempo fa mi è tornata in mente questa scrittrice e ho cercato notizie su internet. Ho scoperto che ha scritto libri per adulti e bambini, ma soprattutto si è dedicata alle Brontë, scrivendo più di un saggio. Non sono purtroppo riuscita a trovare il libro dedicato a Emiliy e ho ripiegato su quello dedicato ad Anne. Un saggio breve, completato da una selezione di poesie, che analizza i due romanzi della sorella meno conosciuta, sottolineando il rapporto quasi simbiotico, nella vita come nella letteratura, con Emily.

lunedì 28 novembre 2022

Malina - Ingeborg Bachmann

Avevo comprato questo libro anni fa ma mi sono decisa a leggerlo solo quest'estate, perché un viaggio in Austria, passando per Klagenfurt, mi era sembrata l'occasione migliore. Invece il viaggio mi lasciava poco tempo per leggere e le note spezzavano la lettura e la rendevano noiosa. Non è un libro semplice, proprio per i continui rimandi e per la struttura, divisa in tre capitoli, completamente diversi, che raccontano ognuno una storia, ribaltata e presentata con uno stile differente.

Eppure, quando ci si immerge, si fa fatica a staccarsi. Per certi versi mi ha ricordato Stiller di Max Frisch (la frammentazione dell'Io, l'identità riflessa, scomposta e ricomposta), ma è più complesso e sfuggente di Stiller, fino alla parola finale, che cambia ancora la prospettiva.



lunedì 21 novembre 2022

Narrate, uomini, la vostra storia - Alberto Savinio

«Le vite di Michele di Nostradamo, Eleuterio Venizelos, Felice Cavallotti, Paracelso, Arnoldo Böcklin, Jules Verne, Vincenzo Gemito, Collodi, Antonio Stradivari, Guglielmo Apillinaire, Giuseppe Verdi, Lorenzo Mabili, Cayetano Bienvenida el torero, Isadora Duncan. Tredici uomini e una donna, calati quale più profondamente e quale meno nella gelatina della storia. I quali personaggi noi li abbiamo trattati come libretti d'opera, e la nostra fatica è consistita più che altro a metterli in musica. Onde sono nate secondo i casi ora delle opere ora delle operette.»



Una galleria di ritratti, volta a cogliere l'essenza dei personaggi, che qualche volta travalica il loro tempo e la loro storia, perché a volte la vita vera non è solo quella vissuta, ma soprattutto quella che non si è vissuta, quella immaginata, voluta e desiderata. Perché «alcuni uomini continuano a vivere in un loro desiderio inesaudito: i conquistatori nel loro desiderio di conquista, gli scienziati nel loro desiderio di portare in luce una scoperta appena intravista, i filosofi nel loro desiderio di contemplare nuda e finalmente intera la sospirata Verità. Ed è forse per l'inesaudibilità di alcuni desiderii che tanti uomini desideranti continuano a succedersi nella scia di uno stesso desiderio; e Napoleone riprendeca suo conto il desiderio che fu già di Alessandro, e Alessandro riprese a sua volta il desiderio di alcun suo predecessore, di cui il tempo ha oscurato la faccia e cancellato il nome.»

venerdì 21 ottobre 2022

Hanno tutti ragione - Paolo Sorrentino

È stato scritto nel 2010, quindi ho aspettato troppo prima di leggerlo. 

È la storia di una vita e di tutti i modi in cui una vita può moltiplicarsi e trasformarsi, cambiandoci e trasformandoci, pur lasciandoci sempre gli stessi. È un lungo monologo, scritto al presente, che si inerpica negli anni, tra delitti nascosti, amori persi nel tempo, amicizie forti, che resistono agli anni e alla distanza, comodini vuoti. Una fuga continua da se stesso, dal proprio presente, dalla vecchiaia, ma anche una ricerca proprio di quello da cui si fugge, la consapevolezza di non poter fuggire mai. Come gli scarafaggi, che infestano Manaus, che corrono veloci, che sono un'ossessione ma di cui poi si può avvertire la mancanza. 

Un romanzo carico di ironia, di metafore, divertente eppure amaro.





sabato 8 ottobre 2022

Rosetta Loy





In uno dei primi sabati (o forse era domenica?) trascorsi con mio marito, stavamo camminando in via Sant'Andrea e, ad un certo punto, ho sentito una voce che diceva: "Avevo provato a mandare Le strade di polvere..."

Quando mi ero girata, lei aveva capito che l'avevo riconosciuta e mi aveva sorriso. Un sorriso allegro e tranquillo, che mi aveva ricordato quello di mia nonna. 

Avevo detto a mio marito chi era e lui mi aveva guardato perplesso, perché quel nome, Rosetta Loy, non gli diceva niente e non capiva il motivo del mio entusiasmo. 

La rividi molti anni più tardi, alla Feltrinelli di Wagner, per la presentazione di "Nero è l'albero dei ricordi, azzurra l'aria". 

Era seduta davanti a me, indossava scarpe pesanti, con le stringhe e la gomma, adatte alla giornata autunnale e fredda, e proprio per questo mi sembrarono elegantissime. Mi sorrise ancora con il sorriso allegro e tranquillo che mi ricordava mia nonna. Parlò del libro che aveva appena scritto, ma anche della Morante, della strage di Sant'Anna di Stazzema, di quando scriveva "La parola ebreo" e di notte sognava suo padre che le urlava: "Rosetta, che fai?"

La notizia della sua morte mi è arrivata domenica scorsa, da un post di LLC. Da molto tempo non leggo un suo libro, però da molto tempo vorrei rileggere il mio preferito, "La bicicletta". Ho riletto invece infinite volte "La nostra stanza", un racconto trovato su un giornale più di vent'anni fa, forse prima di quel pomeriggio in via Sant'Andrea. Un racconto perfetto, in cui ci sono tutta la malinconia e la forza della vita, in cui nessuna parola è fuori posto, perché Rosetta Loy sapeva scegliere le parole con la stessa noncurante semplicità con cui sceglieva le scarpe giuste in un giorno d'autunno. Un racconto che in poche righe riesce a essere più incisivo di un romanzo. 

In questi giorni, dopo che è stato assegnato il Nobel, ho letto che la Francia ha ancora grandi scrittori, noi invece no. Apprezzo i grandi scrittori francesi, soprattutto Houellebecq, e non credo che abbiamo scrittori come lui. Se li abbiamo, io non li ho letti. 

Ho letto però un libro della Ernaux, "Memoria di ragazza", e non mi ha fatto pensare a un Nobel, come non mi ci ha mai fatto pensare Rosetta Loy, che al Nobel non è mai stata associata da nessuno, nemmeno da lontano. Eppure ha scritto un libro coraggioso e importante, "La parola ebreo", e le bastava un semplice racconto come "La nostra stanza" per dire così tanto. 

Non credo che meritasse il Nobel, credo però che abbiamo anche noi un certo numero di scrittori, che potrebbero essere paragonati a scrittori francesi ritenuti grandi, ma non riusciamo a valorizzarli e soprattutto a considerarli importanti.